Ex Letterina Natalizia.

 

Or che Natale è passato ho deciso di archiviare la Letterina che avrei voluto postare per il Bambinello e non ho fatto in quanto lo stesso era impegnato a risolvere la situazione della famiglia che vive (viveva) nel bosco abruzzese.. ed era questa la mia preghiera propiziatoria….

(per chi va a messa delle cinque consiglio di interrompere la lettura)…

Mi accingo a cospargere il capo di cenere mentre mi inginocchio su avanzi di noccioline, frutta secca e palle dell’albero rotte…

Caro Bambinello ora che sei rinato, donami la serenita’ di accettare le cose che non posso cambiare, dammi il coraggio di cambiare le cose che non posso accettare e la saggezza di nascondere i corpi di coloro che ho dovuto sopprimere perche’ mi hanno veramente rotto il coglionisterio.

Aiutami anche a stare attento ai piedi che pesto oggi, perche’ potrebbero essere collegati al culo che dovro’ baciare domani.

Aiutami a ricordare che ci vogliono 42 muscoli per aggrottare il viso e solo 4 per stendere il mio dito medio e mandarli a cagare!

Fammi essere come il missile che va dritto verso il cielo o come la piccola supposta che invece va dritto verso il …. e che quando e’ chiamata a compiere il suo dovere lo fa’ fino in fondo, senza mai guardare in faccia nessuno, si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada …. 

E se qualcuno mi si parera’ davanti dicendomi con presunzione ed arroganza: «Lei non sa chi sono io!» intimamente sa’ gia’ che non puo’ essere altro che uno stronzo! Amen.

L’Europa è fallita.

 

 

 

 

Inutile nascondercelo. Il progetto Europa si è rivelato alla lunga un completo fallimento. Il parlamento di Bruxelles conta na sega, decide la Commissione, bypassando qualsiasi indicazione dei cittadini.

Dopo un quarto di secolo dall’adozione dell’euro e della sottoscrizione di molti trattati ci ritroviamo più poveri di prima, in grande crisi economica, senza un progetto per il futuro credibile e alla fine della fiera anche a rischio di guerra.

Vi ricordate quel gran mortadella di Prodi che ci raccontava che con l’euro “lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”.

Un par de balle.

I dati reali e i principali indicatori economici sono più che sufficienti a confermarci che le cose sono andate esattamente all’opposto di quanto previsto dall’ex leader dell’Ulivo.

E non c’è bisogno che sia io a dirlo, basta fare due conti controllando le bollette per capirlo.

Siamo arrivati a dover lavorare un giorno in più per prendere meno di quello che si guadagnava prima e non per nulla prima di acquistare qualsiasi cosa io aggiungo tre zeri e moltiplico per due ed è per capire esattamente a che valore sto comprando, la Lella dice che non sono al corrente coi tempi ma nemmeno i miei introiti sono al corrente coi tempi e noi Europei che il Ciuffo biondo USIfero chiama avvoltoi, stiamo pure prestando soldi che non torneranno indietro pari a 90 miliardi e con la mia tecnica dell’aggiungere zeri e moltiplicare per due significano 780.000 milioni vecchie lire.

E che dire di quell’altro che sta mettendo su il ponte sullo stretto con una 15na di miliardi 30.000 milioni vecchie lire.

E’ vero che l’Euro ti espone i prezzi con solo poche cifre se leggo 1.000 € significa £.1.936.270.. troppo grande l’ indebitamento che prima o poi saremo costretti ad onorare.

E non pensiate che le altre grandi Nazioni stiano meglio. La Germania è da anni in una crisi profondissima tanto quanto la Francia. L’Italia a detta della Giorgia, se la sta cavando meglio delle altre delle altre monete.. sti cazzi..

E che dire dei continui scandali per la corruzione nei corridoi di Bruxelles? E che dire delle assurde politiche economiche comunitarie che ci stanno portando verso il baratro di una crisi profondissima a passo di carica e al suono delle fanfare?

Non ho dubbi che anche i più sinceri europeisti abbiano cominciato a capire che così non si va da nessuna parte se non ad andare a sbattere i denti su di un muro di cemento.

Eppure ce lo avevano ben detto persino tanti premi Nobel che l’euro era uno sbaglio e che non si poteva costruire una valuta solida in quel modo.

L’ euro è stato un’idea orribile. Lo penso da tempo. Un errore che ha messo l’economia europea sulla strada sbagliata”. Era il Nobel per l’Economia Amartya Sen a dirlo.

“La situazione attuale non è sostenibile ancora per molto. E’ necessario abolire l’Euro per creare quella fiducia che i Paesi membri una volta avevano l’uno nell’altro”. Era il Nobel per l’Economia Christopher Pissarides a dirlo.

“Adottando l’Euro, l’Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica”. Ancora un Nobel per l’Economia a dirlo, Paul Krugman. E sottolineando che “L’Europa non era adatta alla moneta unica (…) l’Europa ha sbagliato a scegliere la propria governance e le sue istituzioni per il controllo della politica economica”.

L’Europa ha perso e continua a perdere grosse quote di produzione industriale. La Germania ha avuto un calo del 9% negli ultimi 5 anni, la Francia del 5% e Italia del 3,5%. Belgio e Austria stanno boccheggiando. Non è un problema italiano. E’ un problema europeo, di errate scelte strategiche.

Anche nei settori tradizionalmente vivaci, dal lusso all’agroalimentare, in prospettiva i motivi per preoccuparsi sono tanti. Non a caso i nostri agricoltori sono andati a protestare con le cattive contro le assurde regole europee che costringono i coltivatori nostrani a rigidissime normative e che dire dei nostri settori marini, tipo quella delle vongole che devono avere determinate dimensioni e queste consentono l’importazione di prodotti stranieri a basso costo che non rispettano nessuna di queste. Una follia.

E che dire allora sulle case che per poterle vendere devono rispettare norme allucinanti con spese che non ci possiamo permettere causa penuria di moneta personale.

 

 

Molte delle difficoltà dell’economia dei Paesi Ue sono dovute anche ai ritardi nell’evoluzione tecnologica e tanta parte ha avuto anche la crisi energetica procurata dalla suicida decisione di rinunciare alle importazioni energetiche russe, abbiamo punito l’invasore ed abbiamo fatto come quello che per far dispetto alla moglie si taglia l’attrezzo riproduttivo.

Discorso a parte la prorompente concorrenza cinese che per arginarla mandano la finanza a sequestrare articoli che noi compriamo visto i prezzi di brand nazionali che tra l’altro loro fanno fare in Cina.

Avere solidi dubbi sulla capacità strategica e organizzativa degli attori del sistema politico e finanziario europeo mi sembra il minimo sindacale.

Si stanno concentrando sul settore della produzione delle armi e per far inghiottire la faccenda ai cittadini europei infondono nell’opinione pubblica la paura di una impossibile invasione russa.

E oggi questa governance vorrebbe addirittura indurci ad una folle guerra aperta con la Russia per prevenirne un suo attacco.

Un’idea a dir poco delirante.

Veramente la ciliegina sulla torta.

Torta al cianuro. Anzi al plutonio.

E mi venite ancora a parlare di Europa? Fuggire bisogna. E in fretta anche se ormai i buoi sono scappati e chiudere la stalla non so… e finisco col non so.

Buon Natale.

 

 


La commissione europea è composta da una banda di incompetenti bastardi che sta affossando l’europa.. non so come la pensate Voi ma mi domando se non sentite un bruciore dove non batte il sole.

Il TG nazionale plaude in quanto noi Europei daremo 90 miliardi per arginare la richiesta Ucraina di 165 miliardi … cazzo .. ragioniamo con le vecchie lire e i miliardi diventano 322.749 e noi però ne daremo solo 90 di miliardi (in miliardlire 176.040) che l’Ucraina restituirà solo se la Russia pagherà i danni di guerra..

Ma ve la vedete sta Russia che paga?

Naaa e quindi indovinate chi ce l’ha nel culo?…

Il bello è che l’Ucraina prevede il costo annuo di guerra solo per munizioni di 50 miliardi (in miliardlire 96.813)…

Non ci siamo e cerco di esporre la situazione con parole semplici.

I russi hanno depositato presso un fondo Belga circa 210 miliardi di euro.

Di chi sono quei soldi?

Sono di soggetti pubblici (la banca centrale russa) o privati (privati cittadini russi) che hanno investito i loro soldi in Europa.

Cominciata la guerra questi soldi sono stati “congelati”, ovvero i russi non possono prenderseli, ma nemmeno possono essere confiscati definitivamente, è contrario a qualsiasi norma di diritto commerciale.

La Commissione Europea, saltando il parlamento, e appellandosi ad una clausola del regolamento europeo teoricamente non applicabile in questo caso specifico (art. 122 del regolamento europeo), sta facendo un’operazione pericolosissima.

Sta bloccando questi soldi per garantire attraverso essi un enorme prestito agli ucraini.

Dov’è il problema?

Ve ne sono almeno due e uno più grave dell’altro.

  1. La Banca Centrale europea si è rifiutata di dare garanzie nel caso le cose andassero male, dicendo che la responsabilità se la devono prendere gli Stati nazionali non la Banca Centrale. Questo significa che se i soldi alla fine della guerra o per accordi di negoziato dovessero essere restituiti ai russi, tutti gli Stati nazionali europei che hanno aderito alla misura dovranno pagare con loro soldi il prestito agli ucraini che ovviamente non sarà da questi restituito.

    Non hanno un centesimo. Figurarsi. E’ una somma enorme che per l’Italia vale un versamento di diverse decine di miliardi.

  2. Cosa pensate che farà qualsiasi investitore extra-europeo se la faccenda viene attuata davvero? Porterà via i suoi soldi dall’Europa il più presto possibile causando una probabile crisi bancaria dagli esiti imprevedibili. Un disastro finanziario che potrebbe affondare l’economia europea e l’euro per decenni.

E tutto questo la Commissione europea lo sta facendo senza alcun passaggio parlamentare, decidono loro e basta e noi coglioni al max faremo il ruggito delle pecore.

Un suicidio, anzi un omicidio dato che loro sono gli assassini e i cittadini europei le vittime.

Qui non si tratta di essere pro-Ucraina, pro-Russia e minchiate allegate, per me sono due popoli bastardi allo stesso livello.

Qui si tratta di minare alle fondamenta il sistema finanziario europeo.

Una morte annunciata.

Una follia.

Un delirio.

Io sono semplicemente (non mi viene la parola). A tal punto è arrivata l’arroganza della Von Der Leyen e la sua banda da far rischiare la rovina dell’Europa per portare avanti un loro disastroso progetto che nessuno sa quale sia davvero.

Ci stiamo spaventosamente indebitando per dare soldi ad un Paese corrottissimo e che non ha la benché minima speranza di vincere la guerra e che se anche la vincesse sarebbe talmente disastrato da non poter restituire un centesimo.

E’ come fare un prestito di un milione di euro a un tossico dipendente all’ultimo stadio.

Ovviamente garantito da ogni cittadino europeo con le sue finanze private.

Io non so più cosa pensare e che dirvi.

Vedete un po’ Voi.

Ma se fanno questa cosa è una condanna a morte per l’Europa, ve lo dico e lo ripeto.

Regolatevi e buon Natale…

 

 

Felicità.

 

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A qualcuno per essere felice manca solo qualcosa di essenziale che è quello proprio di avere la felicita’.

A questo proposito occorre risalire a 3 o 4 secoli prima di Cristo quando chi non faceva un cazzo era un filosofo e mi riferisco a Epicuro che tutti disprezzavano per il suo modo di essere e di pensare che per me non era male come filosofo.

Ad esempio mi ricordo la sua teoria sulla morte, diceva che non bisognava aver paura necessariamente della morte in quanto quando noi siamo vivi e ovviamente la morte non c’e’ e quando ci sara’ la morte noi non saremo piu’ vivi, quindi dove sta il problema?

Basta non farselo no?

Il Buon Epicuro in merito alla felicita’ diceva o anzi la cercava
semplicemente nella compagnia con gente a lui simpatica  nel mangiare pane secco, con lo sbordo domenicale di qualche pezzo di formaggio, chiaramente ste frasi lasciano il tempo che trovano e voglio vedere come si possa esser felici e pensare che la felicita’ non richiede ne grandi ricchezze ne’ particolari doti intellettuali.. agli effetti se voi guardate lo scemo del villaggio (e io lo vedo tutte le mattine davanti allo specchio), non lo vedo infelice ma solo perchè uno che vive nel suo mondo senza farsi troppi problemi e senza stress apparente che prende quello che gli passa il convento.

Lasciando perdere Epicuro, di presupposti della felicita’ fondamentali ne sovvengo quattro.

Come primo metto la salute ovviamente, poi ci infilo la situazione economica che mi permette di isolarmi dalla miseria, poi ci metto dei buoni rapporti personali quali amicizia, amore , armonia familiare e per ultimo ci sbatto dentro il Lavoro.. (L rigorosamente maiuscola in questi tempi) anche questo incide perche’ se ci pensate bene voi passate piu’ tempo sul lavoro che con le altre cose e poi dovrete avere degli introiti per far reggere gli altri punti no?..

A questi punti sopraindicati ovviamente occorre piazzarci una naturale predisposizione alla gioia di vivere del tipo di avvicinarsi al prossimo con cordialita’ e simpatia dimenticando il tornaconto.

Non occorre chiedere alla vita piu’ di quanto vi puo’ dare..

Poi occorre  anche avere una capacita’ a sopportare la noia..

Poi avere degli interessi laterali del tipo hobby, viaggi, letture, computeraggio facebuckhiano …

Continuo con la necessita’ di avere un equilibrio tra lo spirito combattivo e la rassegnazione ..

insomma fare il meglio che si puo’ e lasciare al destino il risultato senza tralasciare il fatto che i piu’ grossi ostacoli alla felicita’ sono l’invidia in quanto c’e’ gente che invece di provare goduria per quel che ha soffre per quello che hanno gli altri hanno..

Ed e’ anche un ostacolo la ricerca del successo sociale e non dovete negare che questo non sia un ingrediente della felicita’..

Provate a pensarci bene..

non dico che sia un ingrediente importantissimo in quanto da solo non basterebbe a soddisfare la felicita’, potrete essere ricchi e ammirati ma se non avrete nessun amico, nessun interesse, nessun piacere spontaneo..

sarete sempre infelici.

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Amarcord.

 

 

 

Siamo quella generazione che non tornerà più.

Siamo cresciuti con le scarpe impolverate, le ginocchia sbucciate e il cuore impaziente.

Non per guardare uno schermo, ma per finire la merenda e correre fuori — dove l’unica cosa importante era un pallone e qualche amico.

Eravamo quelli che tornavano a casa da scuola a piedi.

Parlando ad alta voce o sognando in silenzio, con la mente già rivolta al prossimo gioco, alla prossima avventura, tra una buca scavata nella sabbia e un segreto sussurrato dietro un angolo di muro.

Un bastone poteva diventare una spada.

Una pozzanghera si trasformava in un oceano da conquistare.

I nostri tesori erano biglie, figurine da collezionare, barchette di carta.

E il cielo, il nostro unico limite.

Non avevamo salvataggi, solo ricordi nella memoria e sulle pellicole fotografiche.

Le foto si toccavano, si respiravano, si conservavano nei cassetti — accanto a lettere scritte a mano, cartoline dei nonni e disegni colorati che i genitori custodivano come gioielli.

Chiamavamo “mamma” colei che curava le nostre febbri.

E “papà” colui che ci insegnava ad andare in bicicletta.

Non serviva altro.

La notte, sotto le coperte, parlavamo a bassa voce con il fratello nel letto accanto, ridendo di sciocchezze, temendo che un adulto sentisse e spegnesse quel piccolo mondo di complicità.

Questa generazione se ne va, poco a poco, come una fotografia che perde i suoi colori, ma che nessuno vuole buttare.

Ce ne andiamo in silenzio, portando con noi una valigia invisibile: l’eco delle risate in strada, il profumo del pane appena sfornato, le corse sfrenate, e quella libertà che non conosceva notifiche.

Eravamo bambini quando era ancora possibile esserlo.

E forse, questa, è la nostra più grande fortuna.

 

Assenza è Presenza.

 

 

Tre giorni al natale e il mio pensiero si proietta a qualche anno addietro, sembra ieri ma a calendario vedo che diversi lustri sono passati e mi convinco sempre piu’ che vivere e’ un insieme di accumulo e perdita dove incontrarsi termina inequivocabilmente con un addio.

Volti, nomi, storie, sentimenti, persone.
Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada.. poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri.. a volte si fermano, e rimangono li’, e guardano mentre ci allontaniamo e diventiamo sempre piu’ piccoli, sempre piu’ distanti noi  proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta.
Ma ci lasciano, tutti, qualcosa.
Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre.. ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell’assenza.
L’assenza e’ una voce che non sentiremo piu’, eppure ci parlera’ dal profondo del cuore nell’ora piu’ buia, nel giorno piu’ difficile.
L’assenza e’ una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggira’ e il coraggio sembrera’ venirti meno.
L’assenza e’ un ricordo che potrebbe apparire banale, e’ una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai piu’ quando e dove, un sorriso, un’amarezza seppelliti nella memoria. e’ una strada ripercorsa tante volte, e’ il Natale come lo aspettano i bambini.
L’assenza e’ il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c’e’ piu’, il tempo per tutto cio’ che non hai saputo dire, che non hai potuto fare o non hai voluto fare, e’ l’amore che ti porti dentro, e’ quello che resta quando tutto finisce.
Il rendiconto e’ il significato della vita.
Illogicamente tutta questa assenza e’ per me e’ Presenza.. passata, presente e futura, ciao papa’ Ugo, ne e’ passato di tempo ma tu sei sempre qui e sei partito proprio a tre giorni dal Natale, non ti metto fiori per far vedere alla gente che mi ricordo di te, non ti faccio dire messe e quindi non sentirai un estraneo che dice il tuo nome ma tu sei qui dentro, guarda..proprio qui…


e tu sai perche’ io

odio le feste Natalizie

                                       Un abbraccio dal tuo carlo 
anzi..
carluccio come mi hai chiamato TU.

Buon Natale papa’

Giornata mondiale della Minestrina.

 

 

 

 

Siamo nell’occhio del ciclone per quanto riguarda il festival del colesterolo, la Natalità avanza seguita subito dopo dall’addio dell’anno e mi ricordo che tempo fa disquisii sul fatto di promuovere una giornata mondiale della minestrina anche se io opto per carboidrati, come del resto anche il buon Leopardi Giacomo fece a suo tempo e mi rimembro una sua composizione che non tutti sanno, fu fatta quando aveva 11 anni che mettero’ a fine post.. quando ce vo’ ce vo’ e quindi necessita odeare sta brodaglia acquosa.

E’ un atto di riconoscenza dovuta, povera Minestrina specialmente dopo le libagioni cu cui sopra.

Sta povera innocente minestrina.. lei si’ che ci fa del bene.

Passa autunninverni interi a scaldarci le budella e nessuno si degna di onorarla e di farle un monumento.

E’ una sorta di razzismo culinario.

Solo perche’ non e’ un minestrone, di quelli maschi, cazzuti roventi e pesanti.

E’ «ina» lei, leggera, sciacquetta, non ti impiccia lo stomaco.

Poi la Lella ci mette un amen a prepararla.

Ovvia la preferenza di una cofanata di spaghetti o padellata di tortelloni panzerottati.

Se tu donna casalinga redditodicittadinanzata scodelli sotto il muso del maschietto di turno una ciotola di minestrina, sentirai bofonchiare che gli sembra di stare in una corsia di ospedale covidosa, ma poi, un po’ per celia e un po’ per non morire, di fame in questo caso, finira’ con l’ingoiare l’intruglio, magari infilandoci un peperoncino rizzapeli.

Il mascolo con le palle, di fronte alla minestrina suda e trasuda come una lumaca e poi, dopo aver scontato la sua ingiusta pena, dira’.. E mo’? che minchia c’e’ di primo?… Gnulott dell’Agnesa o pasta al forno?.

E’ cosi’.. Il maschio, sta minestrina la trangugia solo per far piacere alla dolce trequarti.

Perche’ esso la ama.

Ma poi mangiare a l’e’ un alter ciule’.

D’altra parte come dar torto.

Mia nonna la minestrina la faceva sulla stufa.

Ci scagliava dentro un paio di pugnate di pasta degli angeli quella a forma di fiorellino e la lasciava li’ a cuocere a tal punto da confondersi con le palle da baseball.. santa donna io la vedevo vecchia ma oggi riconsidererei la veduta e la vedrei come una signora di 65 anni e basta.

Che dire ancora di quella sciacquatura di budella calda e salatina. 

Che tu la mangi, ti riscalda, ti vien voglia di far subito una pisciatina e godi come un falco, non senti quel pieno nello stomaco ma senti che si svuota passando dall’attrezzo che dovrebbe servire alla riproduzione ma declassato SSPP.

Ti da’ l’idea che almeno hai smaltito un po’ di polvere che avevi dentro.

Quindi auguri cari o minestrina, te lo dovevo questo post e pensa che la prima volta che ti ho assaggiato..mi hai fregato.. mia mamma ebbe detto..Carluccio vuoi la *pastina?

Azz.. certo mamma.. anche se e’ piccola la mangio lo stesso..e invece sei arrivata tu cara minestrina

( * pastina in lingua leghista vuol dir minestrina ).

E adesso Dal Pascoli Undicenne

 

A morte la minestra

Metti, o canora musa, in moto l’Elicona
e la tua cetra cinga d’alloro una corona.
Non già d’Eroi tu devi, o degli Dei cantare
ma solo la Minestra d’ingiurie caricare

.
Ora tu sei, Minestra, dei versi miei l’oggetto,
e dirti abominevole mi porta gran diletto.

O cibo, invan gradito dal gener nostro umano!
Cibo negletto e vile, degno d’umil villano!

Si dice, che resusciti, quando sei buona, i morti;
ma il diletto è degno d’uomini invero poco accorti!

Or dunque esser bisogna morti per goder poi
di questi benefici, che sol si dicon tuoi?

Non v’è niente pei vivi? Si! Mi risponde ognuno;
or via su me lo mostri, se puote qualcheduno;
ma zitti! Che incomincia furioso un tale a dire;
ma presto restiamo attenti, e cheti per sentire:

Chi potrà dire vile un cibo delicato,

che spesso è il sol ristoro di un povero malato?”

È ver, ma chi desideri, grazie al cielo, esser sano
deve lasciar tal cibo a un povero malsano!

Piccola seccatura vi sembra ogni mattina

Dover mangiare a mensa la cara minestrina?

Levatevi, o mortali, levatevi d’inganno

lasciate la minestra, che se non è danno

è almen di seccatura, Ora da te, mia Musa.

Sia pur la selva opaca del tuo Elicone chiusa.

Io forse da qualcuno talor sarò burlato.

Ma non m’importa bastami d’essermi un po’ sfogato.

Equinozio d’autunno 2025.

 

 

 

 

 

 

Allora.. chiariamo che oggi 21 settembre 2025 non siamo ancora ufficialmente in autunno e spiego il perchè..

è domani Lunedì 22 settembre 2025 che alle ore 20:19 (ora italiana) ci sarà l’equinozio di autunno e potremmo dare il benvenuto all’autunno.

In quel preciso momento, il Sole si troverà esattamente perpendicolare all’Equatore terrestre, determinando una quasi perfetta uguaglianza tra le ore di luce e quelle di buio: giorno e notte dureranno circa dodici ore ciascuno.

Si tratta di un evento astronomico raro che accade solo due volte ogni anno, in occasione degli equinozi di primavera e autunno.

In queste giornate particolari, il Sole sorge esattamente a est e tramonta a ovest in ogni punto della Terra.

Subito dopo questo passaggio, nell’emisfero boreale, la durata del giorno inizierà a ridursi gradualmente: si perderanno circa quattro minuti di luce solare ogni giorno fino al solstizio d’inverno, previsto per il 21 dicembre, che segna la giornata più breve dell’anno.

Ma perché nel 2025 l’equinozio cadrà il 22 settembre e non il 21, come spesso accade?

La spiegazione risiede nella differenza tra l’anno solare, che dura 365 giorni, 5 ore e 48 minuti, e il calendario gregoriano, basato su un ciclo di 365 giorni.

Questo disallineamento viene corretto con gli anni bisestili, ma comporta comunque piccoli spostamenti nella data degli equinozi. Per questo motivo, l’inizio astronomico dell’autunno può variare leggermente da un anno all’altro.

Cos’è l’equinozio di autunno

Gli equinozi si verificano nei momenti in cui l’asse terrestre non è inclinato né verso il Sole né in direzione opposta.

Questo equilibrio fa sì che il Sole si trovi esattamente sopra l’equatore, garantendo un’illuminazione quasi identica per entrambi gli emisferi.

Durante l’anno, si registrano due equinozi: uno in primavera e uno in autunno.

Dopo l’equinozio autunnale, l’emisfero interessato (quello settentrionale a settembre, quello meridionale a marzo) comincia progressivamente a inclinarsi lontano dal Sole.

Questo cambiamento provoca una riduzione delle ore di luce durante la giornata, con il Sole che sorge più tardi e tramonta prima.

Tale diminuzione proseguirà fino al solstizio d’inverno, momento in cui si raggiunge la massima distanza dal Sole e si registra la giornata più corta dell’anno.

Sia gli equinozi che i solstizi sono legati al percorso della Terra attorno al Sole e alla sua inclinazione.

Tuttavia, mentre gli equinozi segnano l’inizio della primavera e dell’autunno, i solstizi indicano l’avvio dell’estate e dell’inverno. Un’ulteriore distinzione è data dalla posizione apparente del Sole: durante gli equinozi si trova perfettamente sopra l’equatore, quasi allo zenit, mentre nei solstizi appare più basso sull’orizzonte.

E adesso ringraziando l’AI che mi ha edotto, chiudo col classico Pierino che alla domanda cos’è l’equinozio ha risposto che è l’equipadre degli equivizi.

Pulcinella contestato

 


 

Marooo… che polemiche per sto Pulcinella costato 200.000 eurini al comune di Napoli… e vabbè.. capisco che per gli incompetenti non ac cul turati possa sembrare un attrezzo riproduttivo di 12 metri e quindi che problemi ci sono?

Anzichè Pulcinella chiamalo Belin ed è finita li..

e pensare che se vai in Giappone vedrai i festeggiamenti alla fertilità (il Kanmura Matsuri)


dove potrai vedere cazzi dappertutto a mo’ di processioni, monumenti, leccalecca, gelati o quantaltro e a suo tempo feci pure un post e se lo vuoi vedere clicca sul
qui e poi senza andar molto lontano vai a Frosinone al 3 di maggio quando festeggiano Santa Fregna

 

 

dove vedrai processioni con gonfalone

emblema

 


 monumento

 

dolcetti vari venduti per strada

e pure bottiglie di vino

 

oppss errore.. non era questa bottiglia ma questa

la città festeggia con locandine nei ristoranti

 

ed anche con scritte sui muri (dopo aver cannato la bottiglia..

senza contare che a Roma ci sta la Chiesa di Santa Passera (dedicata alla santa che non esiste)..

 

 se volete pregare andate in questa chiesa

e ci stava a Calcata nel Lazio il Santo Prepuzio 

 

Nel reliquiario

sino al 1983 ma essendo il reliquiario composto da oro e gemme..è stato rubato.. ora spero che questo post sia letto anche da chi di dovere in quanto facendo una rapida ricerca del darkweb ho trovato questo..

di certo non faccio denunce ma… termino qui e per la serie facciamoci i caz..fatti nostri, andiamo ad ammirare l’opera del Gaetano (ano per gli amici) Pesce.

persino in cina 

Boomer.

Il termine BOOMER è usato spesso dagli sbarbati per prendere in giro quelli del Boom Economico che una volta si chiamavano “Anziani” per non dire vecchio pirla e quindi il post odierno è dedicato alle generazioni.

Ma chi sono e soprattutto come definiamo ste generazioni..

Allora..

 

 

BOOMER son nati tra il 1946 e il 1964.

Generazione X dal 1965 e il 1979.

Generazione Y (millenials) dal 1980 al 2000.

Generazione Z i nati dopo il 2000.

(esiste anche la Generazione silenziosa dal 1920 al 1945).

Quindi sti Boomer facendo una media..

Sono nati negli anni 50 e 60.

Sono cresciuti negli anni 70 e 80.

Hanno studiato negli anni 70-80.

Uscivano insieme negli anni 70-80-90.

Si sono sposati e hanno scoperto il mondo negli anni 70-80-90.

Hanno vissuto in prima persona gli anni di piombo.

Hanno vissuto in diretta bianco e nero la guerra in Vietnam

Hanno fatto il servizio militare.

Facevano sport attivo anche senza diventare dei campioni, ma per loro stessi.

Hanno fatto tante fesserie credendosi invincibili, hanno perso, ma sono e sono state esperienze di vita.

Hanno visto 6 Papi, da Giovanni XXIII all’attuale Francesco

Si sono avventurati negli anni 80-90.

Si sono stabilizzati negli anni 2000.

Sono diventati più saggi nel 2010.

E vanno saldamente oltre il 2020.

Sembra che vivano diversi decenni…

DUE secoli diversi…

DUE millenni separati…

Sono passati dal telefono con un operatore di chiamate a lunga distanza a videochiamate in qualsiasi parte del mondo.

Sono passati dalle diapositive a YouTube, dischi in vinile alla musica online, lettere scritte a mano a e-mail e WhatsApp.

Dalla radio giochi in diretta, alla TV in bianco e nero, alla TV a colori e poi alla TV 3D HD.

Sono andati al negozio di videocassette e ora guardano Netflix.

Hanno conosciuto i primi computer, schede perforate, dischetti e ora abbiamo gigabyte e megabyte sui nostri smartphone.

Indossavano pantaloncini per tutta l’infanzia e poi pantaloni, Oxford, razzi, gusci completi e jeans blu.

Hanno evitato il vaiolo, la paralisi infantile, la meningite, la polio, la tubercolosi, l’influenza suina e ora il COVID-19.

Andavano su pattini, tricicli, biciclette, ciclomotori, auto a benzina o diesel e ora guidiano ibridi o elettrici.

Sì, ne hanno passate tante, ma che vita hanno avuto…

Potrebbero descriverli come “esemplari”, persone nate in questo mondo degli anni cinquanta, che hanno avuto un’infanzia analoga e adulta digitale.

Hanno tipo “Ho visto tutto”..

La loro generazione ha letteralmente vissuto e assistito più di chiunque altro in tutte le dimensioni della vita.

È la loro generazione che si è letteralmente adattata al “CAMBIAMENTO. “

Un grande applauso se vi siete riconosciuti in quanto siete la generazione molto speciale, che sarà UNICA..